Le storie della Storia

A cura degli alunni dell'Istituto Comprensivo Luigi Settino di San Pietro in Guarano (CS)


Menu sito:
Salta il menu


Arredamento

Sei nella sezione: Vita sociale

Vai al sotto menu

idea di armadio, immagine originale

Secondo voi i fatti che ascoltiamo al TG possono influenzare la costruzione di un comodino?

Nooooohhh…, direte voi. E invece sì!

Per stare più comodi, gli uomini primitivi ad un certo punto si misero a costruire panche per più persone, tavoli e letti. Per conservare al sicuro i cibi, si misero ha costruire dispense e casse. Per ordinare attrezzi e oggetti comparvero anche scaffali.

Per le persone nobili vennero realizzati sedili e troni; cattedre per papi, cardinali e vescovi.

Antica cassa, immagine originale
La sala del trono del palazzo reale di Napoli, da Wikipedia
Una cattedra vescovile, da Commons Wikimedia

Le sedie vere e proprie comparvero diverso tempo dopo, anche se esistono testimonianze di circa 7000 anni fa!.

Piccola scultura di migliaia di anni fa che rappresenta un uomo seduto su una sedia, da Commons Wikimedia

Furono forse gli antichi Greci a costruire la prima sedia moderna. Si chiamava Klismos e aveva pure lo schienale!

Un vaso con una persona seduta sulla sedia Klismos, da Commons Wikimedia
Signora su Klismos, da www.antiquariatoerestauro.eu

E furono ancora i Greci a costruire la prima sedia a sdraio, mentre la Sella plicatilis, (che potete vedere cliccando qui), è forse uno dei primi esempi di una sedia pieghevole. Il Faldistorio (http://www.hansord.com/stock/63158/Faldistorio) fu forse un'imitazione della prima. La Sella curulis era una sedia molto usata dagli antichi Romani. Un modello molto somigliante fu la Savonarola .

Un bassorilievo con la Sella Curulis, da Commons Wikimedia
Riproduzione di una sedia Savonarola, da Flickr

Vedremo più avanti altre sedie.

La credenza veniva usata per conservare e proteggere il cibo dagli animali che spesso stavano in casa. La credenza era un mobile basso che le ricche famiglie tenevano nelle sale da pranzo. Quando esse invitavano qualcuno, tutti i piatti venivano posti su questo mobile. Prima di iniziare qualche banchetto, il capo della servitù, chiamato "credenziere", assaggiava ogni pietanza per dimostrare che non fosse avvelenata.

Col tempo a questo mobile vennero aggiunti mensole e vetrine.

Una vecchia credenza, immagine originale
Altro modello di vecchia credenza con vetrine, immagine originale
Alcune nostre idee di credenze, immagine originale

Già nel III secolo a.C. si usava il tornio per dare alle assi delle forme circolari. Molti si specializzarono nella realizzazione di intagli, intarsi (innesti di sottili tasselli di legno pregiato sulla superficie dei mobili), decorazioni, pitture, verniciature e impiallacciature (rivestimenti). Per unire gli elementi si usavano chiodi, colle naturali e incastri particolari detti "a coda di rondine". Per incurvare alcuni pezzi si usava l'acqua o il vapore.

Un armadio con lavorazioni di diverso tipo

Dei mobili del primo medioevo non è comunque rimasto quasi nulla, perché a quel tempo il legname non veniva trattato con impregnanti o altri prodotti. Così tarli e muffe pian piano rovinavano tutto. A quei tempi, anche la vita dei nobili era dura, per cui non si pensava tanto a costruire mobili molto curati. Il letto spesso era fatto con delle tavole poste su cavalletti e il mobile più diffuso era forse la cassa provvista di maniglia, il baule.

Ma lentamente le cose iniziarono a cambiare, prevalse lo stile gotico, con motivi verticali, archi aguzzi e ornamenti di vario tipo. Notiamo queste caratteristiche specialmente nell'arredo delle chiese costruite in quel periodo.

Nel '400 questo stile si trasforma, ritornando un po' al passato, ma caratterizzandosi con tecniche sempre più raffinate.

Tra il '500 e il '600 vennero inventati i cassetti con le maniglie, i comò e i comodini, le basi con i "piedi" e comparvero, sui mobili più costosi, dei veri e propri bassorilievi. L'uso di olii e coloranti naturali completavano le diverse realizzazioni.

Caratteristici erano i letti "a baldacchino". A quell'epoca i letti, prima di tutto, erano molto alti, per contrastare il freddo e l'umidità degli ambienti, e alcuni erano provvisti di tende, dette cortine, per tenere lontano gli insetti o usate come separè. Queste tende costituivano appunto il baldacchino.

Un vecchio comò, immagine originale
Un vecchio comodino, immagine originale
Letto a baldacchino, da Commons Wikimedia

In qualche quadro allora realizzato si notano anche delle sedie a dondolo, perfezionate un secolo dopo da Benjamin Franklin.

Con il Manierismo si iniziò ad eccedere in elementi decorativi e con l'affermarsi dello stile Barocco, i mobili diventarono più raffinati, più elaborati e più preziosi. Caratteristiche sono le colonne a chiocciola. Compaiono nelle sale cosolles con piani di marmo. Il culmine dello sfarzo e dell'imponenza si raggiunse con lo stile con Luigi XIV, re di Francia.

Armadio stile Luigi XIV, da Commons Wikimedia

Nel '700 compaiono trumeau e commode e andò di moda lo stile Rococò, che prediligeva forme irregolari realizzate con pietre preziose e conchiglie, nonché la laccatura e la doratura delle superfici. In Francia si caratterizzò come stile Luigi XV, il quale, senza abbandonare la magnificenza, manifestò la preferenza di arredare ambienti più piccoli, meno freddi rispetto ai grandiosi palazzi. In Inghilterra venne detto stile Chippendale, dal nome di un famoso mobiliere che introdusse linee molto morbide. Sempre in questo periodo, si moltiplicano tavoli, tavolini, scrivanie, scrittoi, divani, divanetti, angoliere e consolles di tutti i tipi.

Commode, da Flickr
Sedia in stile Chippendale, da Commons Wikimedia
Creative Commons License
Salvo dove diversamente indicato il prodotto è rilasciato sotto Licenza Creative Commons by 2.5.


Lasciare il mouse sulle immagini per informazioni, cliccare per conoscerne la fonte e il tipo di licenza - Alt + lettera o numero del menu + invio per accedere alle pagine da tastiera - Prodotto realizzato con Incomedia Website x5 Accessibile - Ultimo aggiornamento: febbraio 2010. | icspguarano@virgilio.it

Torna ai contenuti | Torna al menu