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Sull'origine del caffè esistono diverse leggende. Forse non tutti sanno che anche nella Bibbia si parla di alcune bacche di colore rosso. Ne parla perfino Omero, autore della storia di Ulisse.
La Coffea Arabica è la pianta dal quale viene ricavato ed è quasi certamente una pianta originaria di una regione dell'Etiopia denominata Kaffa. Pare che il primo caffè da bere sia stato prodotto nello Yemen, sul mar Rosso.
Nell'813 lo sceicco arabo Ash Dli lo scoprì e da allora venne chiamato Moka, dal nome del porto di questa città.
L'Occidente scopre il Caffè verso la fine del 1600, sembra, grazie ad alcune sacchi dimenticati dai turchi che si stavano ritirando da Vienna. I mercanti veneziani, però, lo introdussero in Europa anche prima.
A Venezia, grazie specialmente al medico Prospero Alpino, si diffuse moltissimo, tanto che il governo lo tassò. Fu proprio qui che nacque la prima "Bottega del caffè" o, semplicemente, "Caffè", praticamente il primo circolo-bar! Esiste ancora oggi ed è il "Caffè Florian".
Da molti venne indicato come la "bevanda del diavolo", finché Papa Clemente VIII decise di santificarne l'uso. Da allora il caffè si sparse ovunque, ed i consumatori divennero milioni sia in Europa che in America.
Sempre nel '600 anche gli scienziati vollero dire la loro e asserirono che il caffè era un veleno.
Re Gustavo III di Svezia, forse senza volerlo, provò al mondo che questa bevanda si potesse bere tranquillamente. Egli infatti condannò a morte due uomini mediante la somministrazione di caffè. Si racconta però che essi vissero più di 80 anni.
Fino a circa 20-30 anni fa il caffè veniva abbrustolito nel tostino o tostatore, che assomigliava moltissimo alle vecchie urne del lotto.

Era macinato, poco prima della preparazione, col classico macinino a manovella .

Il successo del caffè fu dovuto in parte all'invenzione geniale della caffettiera. Il tutto accadde a Napoli, dove venne chiamata proprio Mocha o cuccumella. Il filtro stava su un supporto a forma di cilindro che veniva inserito in un pentolino; un secondo pentolino col beccuccio veniva posto capovolto sul primo. La cosa buffa era che, quando l'acqua iniziava a bollire, bisognava afferrare dai manici la caffettiera e capovolgerla velocemente, stando attenti a non scottarsi. Bisognava poi aspettare qualche minuto prima di gustare un caffè dal gusto molto delicato.


Col tempo prese il sopravvento una nuova caffettiera, la moka spagnola, tecnologicamente forse più avanzata, usata ancora oggi per fare il caffè espresso.


Oggi, chiaramente, tutto viene fatto industrialmente e il caffè tostato viene conservato in pacchi sottovuoto che ne conservano per lungo tempo l'aroma.