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Il pileo e il petaso sono forse i cappelli più antichi, anche se quasi certamente non vennero mai indossati da nessuno. Il primo, infatti, era portato, secondo la mitologia, dai Diòscuri, cioè i figli di Zeus; il secondo invece era il cappello alato di Mercurio. In oriente si usava invece il turbante .
Per molto tempo vennero usate anche delle cuffie chiamate infule. Attorno all'anno mille, nelle cerimonie religiose veniva usata la mitra.
A partire dal '300, i Papi, quando non erano impegnati in celebrazioni, iniziarono ad indossare il camauro, un copricapo di velluto rosso.
Il primo vero cappello fu però inventato nel '400 ed era di feltro, cioè con peluzzi in genere di lana, impastati e pressati. Questa tecnica, con la quale si ottenevano panni anche molto compatti, pare fosse originaria della Mongolia. Il primo a indossarne uno fu Carlo VII, re di Francia. Carlo VIII, invece, introdusse il tricorno.
Altri copricapo ecclesiastici divennero lo zucchetto, il galero e la berretta .
Intanto, nel Medioevo prese piede la cappa, un mantello con cappuccio che si poteva anche staccare e usato, in modo particolare, dai monaci.
Un copricapo che presto si diffuse, specialmente poi all'epoca della Rivoluzione francese, fu un berretto detto "frigio", perchè ideato dagli antichi frigi. E' il berretto che ritroviamo in testa ai Puffi.
Col tempo gli stilisti disegnarono cappelli di ogni tipo, specialmente per le signore che ne portavano alcuni davvero buffi.
Tra i popoli orientali si diffuse anche il fez, mentre in Europa, intorno al '700, andò di moda, il bicorno, come quello di Napoleone.
Nei primi anni dell'800, a Londra, un certo signor Arrington fece un cappello stranissimo a forma di tubo e tutto nero. Era il cappello a cilindro che andò subito di moda, specialmente in Inghilterra, dove, abbinato al frac e al bastone veniva usato nelle grandi occasioni. E' il cappello nel quale i prestigiatori nascondono conigli e altro.
Successivamente, ad opera di un cappellaio di nome Boiler, arrivò la bombetta, un cilindro più ridotto e più comodo, con la cupola tondeggiante.
Nel 1869 l'italiano Cristiano Lobbia, dopo aver subito un'aggressione durante la quale la sua bombetta risultò ammaccata, lanciò un cappello di feltro floscio, detto appunto "alla Lobbia".
Intanto, sempre in Inghilterra, divenne famosa la coppola, che, curiosamente, si diffuse presto nell'Italia meridionale.
Cambiò anche la moda e comparvero nuovi cappelli per signora, come ad esempio il cappello "alla cloche".
Nei primi del '900 comparve un cappello di paglia allora molto di moda e usato per ripararsi dal sole: la paglietta.
Dall'altra parte dell'oceano ebbero successo altri due cappelli, anch'essi di paglia. Il primo, il sombrero messicano, è arcinoto; il secondo, di una paglia molto più sottile, venne detto Panama, poichè il Presidente degli Stati Uniti Roosvelt lo esibì in occasione dell'inaugurazione del canale di Panama. Divenne anche il classico cappello degli esploratori.
Non dimentichiamo il cappello dei cowboy.
Gli sportivi usavano intanto anche il Bonnet, fatto di tessuto pesante e che presentava piccoli scacchi. C'era pure un Bonnet femminile. In Russia era invece popolare il colbacco .
Dagli anni '20, e fino agli anni '50 -' 60, in Italia gli uomini indossavano il borsalino, nel caso dovevano vestirsi con una certa eleganza, oppure il fedora, in occasione di tenute più sportive.
Tra i cappelli militari ricordiamo lo shako dell'esercito austriaco; il kepi, usato dalle gendarmerie; la bustina; usato dall'esercito italiano fino alla seconda guerra mondiale; il basco, portato ancora oggi da tutte le forze armate.
Altri cappelli diventati famosi sono quello da chef (detto la "toque"), da torero, da... continuate voi.
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