Le storie della Storia

A cura degli alunni dell'Istituto Comprensivo Luigi Settino di San Pietro in Guarano (CS)


Menu sito:
Salta il menu


Cappello

Sei nella sezione: Vita sociale

Vai al sotto menu

Il pileo e il petaso sono forse i cappelli più antichi, anche se quasi certamente non vennero mai indossati da nessuno. Il primo, infatti, era portato, secondo la mitologia, dai Diòscuri, cioè i figli di Zeus; il secondo invece era il cappello alato di Mercurio. In oriente si usava invece il turbante .

Diòscuro con pileo, da Wikipedia
Uomo con turbante, da Wikimedia Commons
Mercurio col petaso, da Wikipedia

Per molto tempo vennero usate anche delle cuffie chiamate infule. Attorno all'anno mille, nelle cerimonie religiose veniva usata la mitra.

A partire dal '300, i Papi, quando non erano impegnati in celebrazioni, iniziarono ad indossare il camauro, un copricapo di velluto rosso.

Infula, da Flickr
Benedetto XVI col camauro, da Wikipedia
Giovanni Paolo II indossa una mitria, da Wikipedia

Il primo vero cappello fu però inventato nel '400 ed era di feltro, cioè con peluzzi in genere di lana, impastati e pressati. Questa tecnica, con la quale si ottenevano panni anche molto compatti, pare fosse originaria della Mongolia. Il primo a indossarne uno fu Carlo VII, re di Francia. Carlo VIII, invece, introdusse il tricorno.

Altri copricapo ecclesiastici divennero lo zucchetto, il galero e la berretta .

Carlo VII col primo vero cappello!, da Wikipedia
Carlo VIII col tricorno, da Wikipedia
Giovanni Paolo II con zucchetto bianco, da Wikipedia
Benedetto XVI col galeri, da Flickr
Berretta, da Wikipedia

Intanto, nel Medioevo prese piede la cappa, un mantello con cappuccio che si poteva anche staccare e usato, in modo particolare, dai monaci.

Un copricapo che presto si diffuse, specialmente poi all'epoca della Rivoluzione francese, fu un berretto detto "frigio", perchè ideato dagli antichi frigi. E' il berretto che ritroviamo in testa ai Puffi.

Col tempo gli stilisti disegnarono cappelli di ogni tipo, specialmente per le signore che ne portavano alcuni davvero buffi.

Tra i popoli orientali si diffuse anche il fez, mentre in Europa, intorno al '700, andò di moda, il bicorno, come quello di Napoleone.

Nei primi anni dell'800, a Londra, un certo signor Arrington fece un cappello stranissimo a forma di tubo e tutto nero. Era il cappello a cilindro che andò subito di moda, specialmente in Inghilterra, dove, abbinato al frac e al bastone veniva usato nelle grandi occasioni. E' il cappello nel quale i prestigiatori nascondono conigli e altro.

Il fez, da Commons Wikimedia
Napoleone col bicorno, da Commons Wikimedia
L'ex presidente messicano Francisco León de la Barra che indossa un cilindro, da Wikipedia

Successivamente, ad opera di un cappellaio di nome Boiler, arrivò la bombetta, un cilindro più ridotto e più comodo, con la cupola tondeggiante.

Nel 1869 l'italiano Cristiano Lobbia, dopo aver subito un'aggressione durante la quale la sua bombetta risultò ammaccata, lanciò un cappello di feltro floscio, detto appunto "alla Lobbia".

Intanto, sempre in Inghilterra, divenne famosa la coppola, che, curiosamente, si diffuse presto nell'Italia meridionale.

Signore inglese con bombetta, da Commons Wikimedia
Cappallo ''alla lobbia'', trovato su Ebay
Signore con coppola, da Flickr

Cambiò anche la moda e comparvero nuovi cappelli per signora, come ad esempio il cappello "alla cloche".

Nei primi del '900 comparve un cappello di paglia allora molto di moda e usato per ripararsi dal sole: la paglietta.

L'attrice degli anni '20 Vilma Banky con il cappello ''alla cloche'', da Wikipedia

Antica paglietta, da Wikipedia

Dall'altra parte dell'oceano ebbero successo altri due cappelli, anch'essi di paglia. Il primo, il sombrero messicano, è arcinoto; il secondo, di una paglia molto più sottile, venne detto Panama, poichè il Presidente degli Stati Uniti Roosvelt lo esibì in occasione dell'inaugurazione del canale di Panama. Divenne anche il classico cappello degli esploratori.

Non dimentichiamo il cappello dei cowboy.

Panama, da Commons Wikimedia

Cappelli da Cowboy, da Flickr

Sombrero, da Wikipedia

Gli sportivi usavano intanto anche il Bonnet, fatto di tessuto pesante e che presentava piccoli scacchi. C'era pure un Bonnet femminile. In Russia era invece popolare il colbacco .

Bonnet maschili, da Wikipedia

Ford e Brezhnev col colbacco, da Commons Wikimedia

Negozio di Bonnet femminili, da Wikipedia

Dagli anni '20, e fino agli anni '50 -' 60, in Italia gli uomini indossavano il borsalino, nel caso dovevano vestirsi con una certa eleganza, oppure il fedora, in occasione di tenute più sportive.

Signore con Borsalino, da Commons Wikimedia

Il Fedora, da Commons Wikimedia

Tra i cappelli militari ricordiamo lo shako dell'esercito austriaco; il kepi, usato dalle gendarmerie; la bustina; usato dall'esercito italiano fino alla seconda guerra mondiale; il basco, portato ancora oggi da tutte le forze armate.

Shako del vecchio esercito prussiano, da Wikipedia
Il Kepi della gendarmeria francese, da Wikipedia
Soldato della seconda guerra mondiale con Bustina, immagine originale
Basco della fanteria austriaca, da Wikipedia

Altri cappelli diventati famosi sono quello da chef (detto la "toque"), da torero, da... continuate voi.

Grande chef col classico cappello, da Commons Wikimedia

Un torero col col caratteristico cappello, da Commons Wikimedia















Creative Commons License
Salvo dove diversamente indicato il prodotto è rilasciato sotto Licenza Creative Commons by 2.5.


Lasciare il mouse sulle immagini per informazioni, cliccare per conoscerne la fonte e il tipo di licenza - Alt + lettera o numero del menu + invio per accedere alle pagine da tastiera - Prodotto realizzato con Incomedia Website x5 Accessibile - Ultimo aggiornamento: febbraio 2010. | icspguarano@virgilio.it

Torna ai contenuti | Torna al menu