Le storie della Storia

A cura degli alunni dell'Istituto Comprensivo Luigi Settino di San Pietro in Guarano (CS)


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Carta

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Gli antichi abitatori della Terra scrivevano sulle rocce. Dopo un certo periodo impararono a scrivere su tavolette di legno. Siccome non si poteva cancellare, pensarono di usare tavolette d'argilla che, a lavoro finito, venivano seccate al sole. Col tempo si accorsero che era meglio cuocerle.

Tavolette di Tartaria, risalenti forse a 5500 anni fa, da Wikipedia

I primi a realizzare un foglio su cui scrivere furono gli Egizi, 3.000 anni prima della nascita di Gesù. Si accorsero che la pianta di papiro era fatta da sottili pellicole. Pensarono perciò di tagliare il midollo del papiro a striscioline e di sovrapporle dopo averle bagnate, stando attenti a disporre uno strato in orizzontale e uno in verticale. Per farle rimanere attaccate le schiacciavano e le asciugavano al sole. Unendo più fogli riuscivano ad ottenere nastri lunghi anche 40 metri, che poi arrotolavano. Non avevano ancora pensato ad accatastarli e a rilegarli.

La pianta del papiro, immagine originale
Il midollo del papiro veniva tagliato a striscioline, immagine originale
Le striscioline venivano bagnate e sovrapposte, immagine originale
Il foglio veniva pressato e poi asciugato al sole, immagine originale

I Romani chiamarono questi rotoli "Volumen" ed è per questo che noi i libri li chiamiamo anche volumi. I prezzi del papiro, intanto, aumentarono un po' dappertutto, anche perchè ci fu sempre più gente che richiedeva fogli su cui poter scrivere. Così un giorno qualcuno, nella città di Pergamo, in Turchia, ebbe l'idea di scrivere su un foglio sottile di pelle, detto poi pergamena. Per ottenerla c'era bisogno di una lunga e difficile lavorazione: la pelle doveva essere bollita, raschiata e distesa al sole. Rispetto al papiro essa era più resistente, per cui si poteva scrivere su entrambe le facciate. Ma c'era un problema: non si srotolava facilmente e si accartocciava.

Antica pergamena, da Commons Wikimedia

E' a questo punto che, per risolvere questo problema, quasi per caso nacquero i libri. Si pensò infatti di piegare i fogli di pergamena, di cucirli e di rilegarli tra due tavolette rigide. Comparvero così i primi fascicoli, le prime copertine e appunto i primi libri, che si chiamavano codici. Per scrivere, all'inizio, venivano usati anche fogli di pezza, ma non erano molto maneggevoli.

Antico codice miniato, da Flickr

Abbiamo provato anche noi a rilegare dei fogli per fare un libro. Di seguito potete osservare le varie fasi.

Preparazione dei fascicoli, immagine originale
Cucitura dei fascicoli, immagine originale
I libri ultimati, immagine originale

Un giorno, in Cina, un certo Ts'ai Lun provò a fare una specie di sfoglia fatta con un intruglio di segatura, reti da pesca e stracci macinati. Questa sfoglia, una volta asciugata, fu il primo pezzo di carta. Intanto, dall'altra parte del pianeta, i Maya provarono a fare anch'essi qualcosa di simile.

I primi a produrre grandi quantità di carta e a venderla furono i Giapponesi, che usarono anche altre fibre vegetali. Ma per i documenti importanti la pergamena risultava ancora migliore.

Gli Italiani, intorno al 1300, furono i primi a produrre della carta di grande qualità, precisamente a Fabriano, vicino ad Ancona. Grazie alla qualità di questa carta, che aveva anche la filigrana, le cartiere di Fabriano divennero famose in tutto il mondo. Altre grandi cartiere sorsero poi un po' dappertutto e vennero inventati diversi tipi di carta.

Produzione manuale della carta, da Wikipedia

La carta velina venne ideata verso la fine del 1700 dal papà dei fratelli Montgolfier, che inventarono la mongolfiera. Si chiamava Pierre. La carta igienica fu usata per la prima volta solo verso la fine del 1800. Per il cartone ondulato ci volle il 1907.

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