Le storie della Storia

A cura degli alunni dell'Istituto Comprensivo Luigi Settino di San Pietro in Guarano (CS)


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Castiglione Cosentino

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Ricostruzione della fontana dei sette canali, immagine originale

Pare che Castiglione Cosentino sia stato fondato da un gruppo di famiglie provenienti da Arintha, antichissima colonia greca, oggi chiamata Rende. Secondo alcuni può darsi pure che vi si stabilirono legionari dell'antica Roma e che vi fosse una roccaforte per controllare il passaggio a valle. Il nome "Castiglione", infatti, potrebbe derivare dalla parola "castello".

Intorno all'anno 800, all'epoca delle invasioni barbariche, molti cosentini scapparono dalle loro case e alcuni vennero ad abitare proprio sulle colline castiglionesi. Il territorio fu chiamato anche Guarano.

Il paese subì diverse dominazioni: Bizantini, Normanni, Svevi, Angioini, Aragonesi. Accanita avversaria di questi ultimi fu la famiglia dei Castiglione che riuscì a dare al paese il proprio nome. Il 4 settembre 1460 le case di Castiglione furono incendiate da Ferdinando I di Borbone.

Nel '500 venne aperta al culto Chiesa dei Santi Nicolò e Biagio. Si chiamava anche chiesa di Santa Maria dell'olmo perchè si racconta che un quadro della Madonna venne ritrovato per tre mattine di seguito sotto a un olmo vicino al paese, nonostante fosse sempre stato riportato nella chiesetta dell'Addolorata, dove era sempre stata.

Chiesa di San Nicolò e Biagio, immagine originale
L'interno della chiesa, immagine originale

Il convento, che è proprio sopra la nostra scuola, risale al '600. E' ricco di opere d'arte e vi arrivava un antico acquedotto. Luogo di preghiere e di studio, fu proprio qui che il Beato Angelo di Acri venne eletto Padre Provinciale

Il convento, immagine originale

L'abbondanza di acqua fece nascere la famosa fontana dei sette canali, che reca un'iscrizione in base alla quale sappiamo che fu restaurata nel 1702 dal Sindaco Giuseppe Greco. C'era anche un mulino che serviva a tutto il paese.

La fontana dei sette canali oggi, immagine originale

Nel '700 comparvero diverse congregazioni religiose. Ci fu anche un istituto che aiutava le giovani spose che erano povere; si chiamava il Monte dei Maritaggi.

Il 12 ottobre 1835 vi fu un terribile terremoto che rase al suolo tutte le abitazioni. Quel giorno, Alessandro Dumas, famosissimo romanziere francese, autore de "I tre moschettieri", soggiornava a Cosenza e subito accorse per prestare aiuto.

Alessandro Dumas, da Wikipedia

Dopo l'unità d'Italia, la gente del paese se la passò peggio che sotto i Borbone e così Castiglione fu terra di briganti, che si opponevano ai Piemontesi, purtroppo compiendo atti di crudeltà. La grotta di "cirmieddru" pare sia stata per loro un nascondiglio perfetto.

All'epoca della prima guerra mondiale morirono molti castiglionesi. Dopo il conflitto Damiano Acri, fu decorato con due medaglie d'argento e una di bronzo. Anche nella seconda ne morirono altri. Molti cosentini, sfollati in seguito ai bombardamenti, trovarono rifugio nelle case dei Castiglionesi. In quel tempo Antonio Lanza, un altro illustre castiglionese, divenne arcivescovo di Reggio Calabria. Egli si occupò molto dei problemi del Mezzogiorno.

Una persona che fece molto per il paese fu Pietro De Stefano, il medico dei poveri, al quale è intitolata la nostra scuola.

Monumento ai caduti, immagine originale

Nel 1970 venne fondato un centro culturale-creativo che si chiamò Circolo "Giovanni Cesario", illustre castiglionese che fece parte, nel '500, di quella che poi divenne l'Accademia cosentina. Il figlio, Giovanni Paolo, scrisse anche opere su autori greci e latini. Dopo la nascita di questo centro in paese vi furono gare sportive, convegni, feste, corsi di computer e mostre di pittura.

Nel 1980 vi fu un forte terremoto che ancora viene ricordato per i danni che provocò.

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