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Nell'antica Grecia pensavano che alcuni colori guarissero delle malattie. I malati di mente dovevano vestirsi di giallo.
Secondo i Cinesi e gli Indiani il giallo faceva passare il mal di stomaco.
Gli uomini primitivi e, ad esempio, gli Indiani d'America, per spaventare i nemici, si pitturavano la faccia di giallo.
Insomma il giallo era un colore particolare, secondo alcuni era magico, secondo altri portava fortuna.
I primi colori per dipingere furono proprio il giallo e poi anche il rosso, ottenuti con la polvere ricavata da rocce come l'ematite o l'ocra rossa.
Il blu fu preparato, forse per la prima volta, dagli Egizi, circa 4500 anni fa. Mescolavano calce e ruggine di rame, che poi cuocevano. E' per questo motivo che lo chiamavano "fritta".
I Fenici scoprirono che essiccando il murice, un mollusco marino, si poteva ottenere la porpora, un pigmento di colore rossastro. Occorrevano però migliaia di conchiglie, ed è per questo che era molto pregiato.
Con erbe, foglie o radici si facevano infusi per ottenere altri colori.
Altri importanti colori vennero ricavati dal rame e da una pietra preziosa, il lapislazzuli, da cui veniva ricavato il blu.
Circa mille anni fa i pittori mescolavano i colori con acqua e tuorli d'uovo o olii. Nacquero quindi i colori a tempera e ad olio. Per molto tempo i colori fluidi furono conservati nelle vesciche di maiale, fino a quando John Rand, nel 1841, inventò i tubetti di stagno.
Già Leonardo da Vinci provò a ottenere dei bastoncini colorati mescolando i pigmenti con cera d'api. Altri, successivamente, usarono colla: furono i primi colori a pastello .
I colori acrilici sono stati realizzati poco tempo fa, mischiando alle polveri colorate degli acidi. Il vantaggio è quello che essi asciugano velocemente, sono brillanti e indelebili.
Esistono poi colori adatti ad essere usati su qualsiasi tipo di materiale: vetro, ceramica, metallo, tessuto.
I Pennarelli comparvero negli anni '50-'60.
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