Bene cari amici, abbiamo imparato diverse cose che vogliamo dirvi. All'inizio pensavamo che tutto quello che troviamo sui libri o su internet potevamo utilizzarlo a nostro piacimento. Ci siamo accorti che non è così e, in effetti, è giusto. Vi spieghiamo perché.
Se qualcuno copiasse un articolo scritto da voi per il giornalino scolastico e lo spacciasse per suo, come vi sentireste? Immaginiamo che siate voi gli autori di una bella foto, di un disegno, di un video o di un motivetto che avete registrato, sareste contenti se qualcuno usasse la vostra opera senza avere niente in cambio, nemmeno il riconoscimento che appunto è opera vostra? Certo potreste anche fare cose per regalarle a tutti, e ciò è bellissimo, perché se tutti facessero così sarebbe un bene per tutti, e in realtà gia moltissimi lo fanno (lo stiamo facendo pure noi). Ma è pur vero che ci sono persone che vivono dei frutti del loro ingegno - scrittori, musicisti, registi, fotografi, inventori -, perciò non è giusto che altri si approprino del loro lavoro.
Sia chiaro, se troviamo su internet qualcosa che ci piace e la scarichiamo sul nostro computer, di solito è tutto a posto, tranne se è una cosa che obbligatoriamente si deve comprare. Quello che non si può fare è metterla sul nostro sito web o sul nostro CD che distribuiremo a tutti, a meno che non sia libera da diritti di pubblicazione o sia qualcosa per la quale abbiamo le necessarie autorizzazioni. Abbiamo bisogno di un'autorizzazione anche per diffondere immagini e video che riguardano persone. Se uno non vuole, non si può.
Non vi preoccupate, comunque. Se apprendiamo una cosa che non riguardi la vita privata di altri, né il contenuto di lettere, messaggi e documenti indirizzati o appartenenti a qualcuno, possiamo tranquillamente riassumerla a modo nostro. Se questa cosa l'ha scritta o detta una persona in particolare, è opportuno citarla. Naturalmente nessuno può venirci a dire che una certa cosa può dirla solo lui. Se l'ha messa su internet o se l'ha scritta da qualche parte, significa che vuole farla sapere a tutti, affinché tutti ne parlino.
Se poi, ad esempio per la nostra ricerca, ci serve un'immagine, abbiamo due possibilità: realizzarla da soli oppure utilizzare una immagine messa a disposizione da un volenteroso su siti come www.wikipedia.it, www.flickr.com o www.creativecommons.it, citando la fonte, dicendo cioè dove l'abbiamo presa e chi l'ha fatta.
Per le immagini trovate su Wikipedia basta inserire un link diretto alla pagina che la contiene e che spiega tutto. E' da tenere presente comunque che per le immagini realizzate oltre venti anni fa e che non siano foto artistiche nessuno può più reclamare diritti. Si dice che tali immagini sono ormai di pubblico dominio.
Creativecommons, fra l'altro, consente di scegliere una licenza, cioè il modo come concedere a tutti i propri lavori, e possiamo liberamente usarla pure noi. Così abbiamo deciso che

che prevede quanto segue:

Un'ultima cosa. Se siete dei navigatori attenti, vi sarete accorti che ultimamente diversi siti - i migliori - hanno adottato dei colori leggeri, si caricano in un baleno e scorrono che è una meraviglia. Se ne restringiamo la finestra, non perdiamo nessun contenuto. Sono molto adatti infine ad essere letti senza fatica su palmari, cellulari, da tutto e da tutti. Hanno pochi cartoni, ma se vogliamo vederne uno non c'è bisogno di internet Questi siti sono in sostanza quelli che rispettano le regole dell'accessibilità stabilite da un'organizzazione mondiale chiamata W3C. L'unico problema è che solo persone molto esperte riescono a farli, ma le cose miglioreranno. Comunque esistono già dei programmi molto validi, come ad esempio quello che abbiamo usato noi.
A chi volesse approfondire queste materie, consigliamo di consultare tre importanti leggi, che sono state fatte a garanzia di tutti:
- Legge n. 633 del 22 aprile 1941 e successive modificazioni, Protezione del diritto d'autore;
- Legge n. 675 del 31 dicembre 1996 e successive modificazioni, Legge sulla privacy;
- Legge n. 4 del 9 gennaio 2004, Disposizioni per favorire l'accesso dei soggetti altrimenti abili agli strumenti informatici (Legge Stanca).