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Gli antichi Romani furono i primi a attaccare nelle piazze dei bigliettini con la data per far conoscere a tutti le notizie importanti. Tutti questi bigliettini vennero poi raccolti e li chiamarono "Annales maximi". Erano il primo diario e grazie a chi li ha scritti possiamo sapere cose del passato.
Nel medioevo, in molte famiglie, i genitori si misero a scrivere dei quaderni con storie vissute e pensieri rivolti ai figli e ai nipoti affinché si ricordassero di loro e dei loro insegnamenti.
Circa 700 anni fa Marco Polo fece un lungo viaggio in Cina, dove osservò cose che non aveva mai visto. Quando ritornò fu fatto prigioniero dai Genovesi durante una guerra con i Veneziani. In carcere raccontò tutto quello che gli era successo al frate Rustichello da Pisa, il quale ne fece un libro dal titolo Il Milione. Questo libro non è proprio un diario, perché non è stato scritto giorno per giorno, però un po' ci somiglia.
Al 1385 risale il primo vero diario di viaggio: è il Viaggio in Terrasanta di Leonardo Frescobaldi, che in un italiano antico racconta tutti i suoi incontri e le sue peripezie. Inizia così:
"Partîmi io Lionardo di Niccolò Frescobaldi da un mio luogo a dì 9 d'agosto 1384, la vilia del beato messer santo Lorenzo, e andâne a Firenze, dove mi trovai con Giorgio di messer Guccio di Dino e con Andrea di messer Francesco Rinuccini, onorevoli nostri cittadini, ché insieme dovavamo fare e facemmo il detto pellegrinaggio."
Potete leggerlo tutto su Wikisource.
A quei tempi i viaggi erano scarsi perché non esistevano molti mezzi di trasporto. Nell'800 i viaggi aumentarono, grazie ai treni e ai battelli a vapore, e così molti iniziarono a scrivere diari di bordo.
Pian piano si diffuse l'abitudine a scrivere il diario personale con emozioni e sensazioni.
Uno dei più famosi è Il diario di Anna Frank, una ragazza ebrea che morì in un campo di concentramento in Germania. In esso la ragazza scrive delle lettere a una amica immaginaria e le racconta tutte le sue toccanti vicende. Vi consigliamo di leggerlo, se ancora non l'avete fatto. E' bellissimo. Per incominciare potete leggerne qualche passo su Wikiquote.
Nel tempo si sono diffusi diversi tipi di diario. Un diario famoso fu "Il mestiere di vivere" di Cesare Pavese, il quale non racconta interamente i fatti e il lettore deve scoprirli. Ci sono anche dei dialoghi e vengono espresse sensazioni.
Ci sono altri diari famosi, come "La tregua ", di Primo Levi e "Noi i ragazzi dello zoo di Berlino", di Cristiane Vera Felscherinow.
A Pieve Santo Stefano, in provincia di Arezzo, è nato il museo dei diari, che ha raccolto oltre cinquemila diari.
Diversi film sono stati tratti da diari famosi.
Oggi esistono agende elettroniche, diari vocali, diari online (i blog), ma quello che contano, ovviamente, sono i contenuti.
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