Sei nella sezione: Il Progetto
Per oltre un secolo la Storia raccontata sui libri di scuola è stata in gran parte una storia di guerre, rivoluzioni, invasioni, dominazioni, tragedie. E' certamente una storia importante che bisogna conoscere per una serie di motivi, ma, principalmente, per non ripetere gli errori del passato e per comprendere i sacrifici che ci sono voluti nella costruzione una società più giusta, in grado di riconoscere diritti, doveri e valori, anche se ancora siamo lontani da un livello diffuso di civiltà matura.
Questa non è però l'unica Storia o, quantomeno, l'unico modo per raccontarla, specialmente ai ragazzi, i quali difficilmente possono nutrire interessi per fenomeni che rientrano nella sfera della politica.
Accanto a questa Storia ne esiste un'altra, della quale nei libri scolastici spesso si trovano solo brevissimi cenni, anche se negli ultimi anni qualcosa è cambiato. Esistono storie di idee, di problemi, di linguaggi, di innovazioni tecniche e di scoperte che hanno cambiato la faccia del pianeta e la vita di miliardi e miliardi di persone. Eppure sono sconosciute ai più o addirittura non se ne trova traccia.
Facciamo cose di cui non conosciamo nemmeno il senso. Quanti sanno, ad esempio, il perchè delle maiuscole, croce e delizia dei bambini della primaria?
Viviamo circondati da oggetti di cui ignoriamo sia le fattezze, sia la provenienza. Com'è fatto un telecomando? Chi lo ha inventato? Avete mai riflettuto sul fatto che ha condizionato non solo il modo di fare televisione ma anche la politica e la società? Sapete come e quanto?
Lo studio della Storia dovrebbe essere affrontato con un approccio diverso. Occorrerebbe soffermarsi di più sulle cause e sugli effetti di certi fenomeni, sull'origine delle cose che quotidianamente osserviamo, usiamo, pensiamo e crediamo, tralasciando - dovendo scegliere - quei dettagli di cronaca di poca rilevanza che a distanza di tempo vengono dispersi.
Chi ricorda, ad esempio, tutte le fasi contorte delle innumerevoli battaglie che ha studiato, le (tele) novelas dell'antica Roma o le congiure al tempo delle invasioni barbariche?
Relativamente ai vari eventi andrebbe costruito un quadro concettuale e cronologico, ma ogni "racconto", dovrebbe seguire un filo logico e tematico. Interrompere la storia d'Italia per passare a quella Francese o viceversa è come seguire una sera due episodi di due distinti telefilm. Questo modo di procedere è infatti più mediatico che culturale. Nell'interrompere un racconto, infatti, alcuni legami, alcune emozioni, alcune tensioni ideali rischiano di perdersi per sempre.
Non si può nemmeno aspettare il terzo anno della scuola secondaria di primo grado per parlare di guerra freda...
Menu di sezione: