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Se in Italia oggi c'è libertà e democrazia da nord a sud, da est a ovest, lo si deve a eroi come Luigi Settino.
Egli era di San Pietro in Guarano e a soli venti anni morì per liberare dagli Austriaci invasori il territorio intorno a Gorizia.
Il fatto accadde nel maggio del 1917, sul Dosso Faiti (Dosso dei Faggi). Il re Vittorio Emanuele III gli riconobbe la Medaglia d'Oro con la seguente motivazione:
"Privato delle gambe e delle braccia dallo scoppio di una granata, che gli produceva anche una larga ferita alla faccia, incitava i compagni a scagliarsi contro il nemico per respingerlo. Rifiutava ogni soccorso per non sottrarre soldati al combattimento. Respinto l'attacco, non volle essere asportato dalla trincea, chiedendo all'ufficiale di poter resistere in linea, contento di morire tra i suoi compagni per la grandezza del paese".
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