Le storie della Storia

A cura degli alunni dell'Istituto Comprensivo Luigi Settino di San Pietro in Guarano (CS)


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Musica

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Caravaggio, Il suonatore di liuto, da Wikipedia

Vi piace la musica? beh, crediamo proprio di sì. Ma per apprezzare bene la musica bisogna proprio studiare tanto ed educare la propria sensibilità. Eh sì, è proprio così. Avere l'ultima suoneria e farla sentire per pochi secondi agli amici non è musica, dovete rassegnarvi, amici. Ma ci pensate a quanti strumenti esistono e a quanto studio e lavoro c'è voluto per progettarli e realizzarli? Ma vi rendete un po' conto? Vi sembra niente?

Dunque, vediamo un po'.

Una musica (ce lo hanno detto e ridetto i nostri insegnanti) è un insieme ordinato di suoni.

Abbiamo scoperto che nella Bibbia c'è un libro che parla di Iubal, il quale suonava la cetra e il flauto già 5000 anni fa!

I primi suoni erano ottenuti forse con fischi e tamburi che imitavano rispettivamente il canto degli uccelli e il rumore dei tuoni.

Forse il primo strumento musicale è stato proprio il tamburo perché era più facile da costruire e perché consentiva di riprodurre dei ritmi. Facile rispetto ad altri, ma abbiamo dato un'occhiata al libro di Antonio Bevacqua, I tamburi della Sila, ed abbiamo scoperto che è solo facile a dirsi. Pelli che vanno seccate e rasate, casse con misure da rispettare, corde che vanno tirate... insomma, come non detto.

Differenti tipologie di flauto, tra cui un flauto traverso (il primo dall'alto), un flauto dolce (il penultimo) e un ottavino (ultimo in basso), da Wikipedia
Vecchi suonatori di tamburi nella fiaccolata della Madonna della neve ad Altavilla di Lappano, in provincia di Cosenza - foto originale di circa venti anni fa.
Donna con cetra, da Wikipedia

I ritmi sono movimenti o suoni regolari che sono sempre piaciuti agli uomini perché li aiutavano a non annoiarsi durante i lavori ripetitivi, come i canti delle mondine, che raccolgono il riso nelle risaie.

Gli Egizi furono forse fra i primi popoli a usare altri strumenti musical come la tromba, il liuto, il sistro e l'arpa. Gli strumenti più complicati comparvero molti anni dopo. Gli Egizi conoscevano forse anche le scale musicali.

Tromba conservata nel Persepoli museum, da Commonse Wikimedia
Antichissima arpa, da Commonse Wikimedia
Sistro romano, da Wikipedia

Per i Greci la musica era molto importante e la usavano in molte cerimonie. Furono proprio loro a organizzare le prime orchestre che si esibivano nei teatri. Usavano anche uno strumento a fiato chiamato aulos e il cembalo. La musica era importante perché arricchiva l'animo umano. Gli antichi Romani usavano la musica durante le feste e i divertimenti. Le loro orchestre erano molto più grandi e facevano un gran baccano. Essi inventarono nuovi strumenti: la buccina, la tuba e l'organo idraulico, ideato forse da Archimede .

Un aulos conservato nel museo di Atene, da Commons Wikimedia
Cembalo o salterio, da Wikipedia
Organo a canne della basilica di San Giovanni in Laterano, a Roma

Quando nacque il Cristianesimo, nelle chiese e nei conventi sorsero i cori, accompagnati spesso proprio dall'organo e anche le messe iniziarono ad essere cantate per renderle più belle. La melodia non aveva molte variazioni e anche oggi si usa questo metodo, specialmente durante le funzioni più importanti. E' il metodo della cantillazione, che per alcuni secoli fu diverso da chiesa a chiesa fino a quando il papa Gregorio Magno unificò i diversi riti. Riferendosi a queste esecuzioni oggi si parla di canti gregoriani.

Per ascoltarne uno clicca qui.

Siccome a quei tempi non c'erano i dischi, per far sapere a tutti come dovevano essere eseguiti i canti, i maestri iniziarono a fare dei segni sui testi dei canti. Qualcuno di questi segni, detti neumi, imitavano i gesti ritmici dei direttori del coro (ritmo2, ritmo3, ritmo4, ecc.).

Neumi di un antico codice, da Wikipedia

Ad un certo punto qualcuno pensò di abbellire i canti con voci sovrapposte della stessa o di diversa altezza. Ma la vera novità fu quando vennero sovrapposte voci che eseguivano melodie e testi diversi. Nacque quindi la polifonia cioè la musica composta da tante voci e melodie sovrapposte, principali e secondarie.

Intorno all'anno 1000 Guittone d'Arezzo si accorse che solo quei pochi segni che qualcuno metteva sui fogli non bastavano a far capire come dovevano essere eseguiti i canti. I suoni infatti potevano avere diverse altezze.

Ideò quindi il tetragramma, un rigo musicale composto da tre spazi contenuto in quattro linee, sul quale, come in una scala, venivano inseriti dei segni detti note, che corrispondevano ai suoni della voce o di uno strumento.

Un antico tetragramma, da Wikipedia

Le note le chiamò ut, re, mi, fa, sol, la, si usando le sillabe iniziali dei versi dell' inno a San Giovanni:

Ut queant laxis
Resonare fibris
Mira gestorum
Famuli tuorum
Solve polluti
Labii reatum
Sancte Iohannes

Nel Seicento Giovanni Battista Doni propose di cambiare ut con do.

Queste sillabe servivano anche a trovare l'intonazione giusta.

Prese vita così il solfeggio.

Più tardi Ugolino da Orvieto propose il pentagramma, con cinque linee e quattro spazi e venne chiamato. Le note, prima quadrate, divennero tondeggianti e venne indicata con precisione la loro altezza e la loro durata.

Non c'era solo la musica religiosa. Per strada e nelle corti c'erano menestrelli e cantastorie che eseguivano testi e melodie di artisti chiamati trovatori. Molte di queste musiche popolari non sono mai state scritte, e perciò sono andate perdute.

Abbiamo però trovato due ottimi video che vi possono far capire il carattere della musica medievale.

Ciccate qui e qui.

Una eccezione va fatta per la musica napoletana, patria della tarantella (famosa quella chiamata Michelemmà - clicca qui). Il pezzo più antico che ci è giunto si chiama "Jesce, jesce sole". Grazie alle "copielle", cioè a spartiti musicali che venivano diffusi dai suonatori di strada, molti brani sono giunti a noi pressoché intatti!

Pentagramma, da Flickr
Una moderna cantastorie, da Flickr

Tra il 1500 e il 1600 comparvero i primi violini, grazie al cremonese Andrea Amati, maestro del più famoso Antonio Stradivari.

Verso il 1700 Bartolomeo Cristofori costruì il primo pianoforte, derivato dal clavicembalo, costruito, non si sa per la prima volta da chi, uno o due secoli prima. Intanto, i liutai Vinaccia, inventarono il mandolino e la chitarra .

Uno stradivari esposto nel palazzo reale di Madrid, da Wikipedia
Mandolino, da Wikipedia
Clavicembalo, da Wikipedia
Pianoforte, da Wikipedia

Pian piano comparvero diversi generi musicali. Le prime canzoni popolari furono la frottola e il madrigale. Il primo libro di musica stampata fu quello di Ottaviano Petrucci, nel 1501. Un grande compositore di musica sacra fu Giovanni Pierluigi da Palestrina. Claudio Monteverdi, invece inventò il melodramma, ovvero le rappresentazioni teatrali cantate.

Si era nel pieno della musica rinascimentale, una musica che tendeva a sviluppare l'armonia delle melodie. Con Monteverdi si passò alla musica barocca, una musica che, ancora di più, voleva stupire e divertire.

Fu la volta poi di Johann Sebastian Bach, grandissimo nella musica per tastiere e nella musica sacra, il quale perfezionò anche il sistema dei semitoni della scala musicale, cioè dei suoni posti tra una nota e l'altra, (corrispondenti ai tasti neri del pianoforte).

Se vuoi sentire la sua famosa Aria sulla IV corda in una registrazione del 1920 clicca qui.

Forse il più grande musicista di tutti i tempi fu Wolfgang Amadeus Mozart, il quale compose sinfonie (composizioni orchestrali a più movimenti o tempi), opere (evoluzioni del melodramma), musica da camera (cioè per piccole orchestre) e tanto altro ancora. La sinfonia n. 40, ad esempio, è qualcosa di veramente eccezionale!

Altro genio musicale fu Ludwig van Beethoven, che portò la sinfonia e la musica stessa ai livelli più alti, Chi non conosce "Per Elisa"o "Al chiaro di Luna"?. Se nel calcio Mozart fu come Pelè, Beethoven fu come Maradona, geni ancora ineguagliati. Ma tanti altri musicisti si affacciarono sulle scene, la maggior parte italiani. Chi ama la musica non può non conoscerli, anche se non preferisce la musica classica. Ricordiamo però che la musica classica ci fa capire la musica moderna, e poi la musica è bella tutta; se è bella, è bella e basta. Le colonne sonore dei migliori film sono brani di musica classica, non lo sapevate? Perché nella musica classica ci sono brani che veramente emozionano.

Tra i numerosi altri musicisti ne ricordiamo almeno alcuni: Schubert di cui tutti conoscono l' "Ave Maria"; Mendelsohn, il quale scrisse musiche di scena come "Sogno di una notte di mezza estate", che contengono una famosa Marcia Nuziale; Chopin, forse il più grande pianista di tutti i tempi. Grandissimi artisti furono anche in Italia. Niccolò Paganini, oltre che compositore, forse il più grande violinista, inventore anche del pizzicato e dello staccato; Gioacchino Rossini, autore di numerose opere liriche come "Il barbiere di Siviglia" e "La gazza ladra"; Vincenzo Bellini, di cui ricordiamo la "Norma"; Giuseppe Verdi, autore del "Nabucco", del "Rigoletto", della "Traviata", dell' "Aida" e tante altre opere; Giacomo Puccini, che scrisse "La bohème" e "Tosca".

Richard Wagner andò alla ricerca di nuove forme espressive e scrisse Tristano e Isotta. Altre ricerche vennero condotte da Claude Debussy e Maurice Ravel, autore del famoso "Bolero".

Intanto accanto a questa musica "colta" si faceva anche strada in Italia la musica popolare. Un cenno particolare va fatto ancora alla musica napoletana. Nel 1837 Raffaele Sacco scrisse la canzone Te voglio bene assaie e Filippo Campanella la musicò. Presto ne vennero scritte a centinaia, tra le quali spicca O sole mio, di Giovanni Capurro ed Eduardo di Capua. E come non ricordare Core 'ngrato, scritta da un nostro compaesano, Alessandro Sisca, alias Riccardo Cordiferro e cantata dal grande Enrico Caruso?

Nell''800 nacquero anche le prime canzoni a sfondo sociale e politico, come L'inno ai lavoratori di e Mamma mia dammi cento lire, canto che si riferiva al problema dell'emigrazione.

Nello stesso periodo iniziò a diffondersi il flamenco, il tango il valzer e la mazurca divenuti anche caratteristici balli, di origine rispettivamente spagnola, argentina austro-tedesca e polacca.

Quando le cose iniziarono ad andare meglio allora in tutta Europa vennero aperti i cosiddetti caffè-concerto, come il Salone Margherita di Napoli, palcoscenico di innumerevoli cantanti.

Con la Grande Guerra compaiono le canzoni dei soldati, come La canzone del Piave e 'O surdato 'nnammurato.

Forse il primo cantautore italiano fu Armando Gill, che lanciò Come Pioveva.

Nel periodo del fascismo molto famoso fu Ettore Petrolini, che con il suo cabaret e canzoni come Gastone prendeva in giro anche il regime.

Se vuoi vederlo clicca qui e qui.

Negli stessi anni nacquero bellissime canzoni come Parlami d'amore Mariù scritta da Ennio Neri, musicata da Cesare Andrea Bixio e cantata da Vittorio De Sica

Per molto tempo la musica venne suonata dal vivo nelle chiese, nei teatri, nei saloni, e nelle piazze. Ma alcune invenzioni cambiarono tutto. Con la radio e il fonografo la musica entrò in tutte le case del mondo. Con i microfoni e gli altoparlanti strumenti come il tamburo e la chitarra poterono suonare insieme e pochi musicisti riuscirono a farsi sentire anche da folle immense. La musica popolare che per secoli era stata tramandata solo oralmente e che i grandi musicisti dell'ottocento avevano forse trascurato, la musica e i canti non molto impegnativi, nonché nuovi generi musicali, nacquero e si diffusero come una epidemia benigna, allietando anche le persone che non potevano permettersi la sera di andare al teatro. Molti si ricordano quando, solo poche decine di anni fa, le famiglie si radunavano per ballare intorno ad un giradischi, magari in occasione di una festa, o semplicemente per divertirsi.

Negli Stati Uniti d'America nacque il Blues, un genere musicale che derivava dalle canzoni degli schiavi africani, che veniva eseguito con un gruppo di note caratteristico. Tra gli artisti ci viene in mente B.B. King.

In quel periodo a New Orleans nacque anche il Jazz, un altro genere musicale che accoglieva diverse tradizioni popolari e caratterizzato dall'improvvisazione. Artisti famosi furono Louis Armstrong, Ray Charles, Miles Davis, Duke Ellington, Ella Fitzgerald, Dizzy Gillespie, Billie Holiday, Glenn Miller e Frank Sinatra, che vi consigliamo di ascoltare. E nacquero le prime Band, cioè i primi complessi.

Una versione ritmata del blues fu il Rhythm and Blues (scritto anche R&B). Nel 1927 Meade Lux Lewis propose il famoso brano Honky Tonk Train Blues, in cui, nell'imitazione di un treno a vapore, il ritmo diventò più veloce rispetto al passato. Nacque così il Boogie-woogie.

Dopo la fine della schiavitù, a Cuba era nata la rumba, ballata e suonata con le caratteristiche maracas. http://it.wikipedia.org/wiki/File:Sambaballen.JPG

Più tardi, nello stesso paese, Ignacio Pineiro scrisse la canzone Echave salsita dando vita alla salsa, diventata un ballo e accompagnata dalle caratteristiche congas.

Nota: Da questo punto in poi non possiamo più fornirvi link a brani audio-video, poichè, per la legge sul diritto d'autore, prima che questi brani possano diventare pubblici, devono essere trascorsi 70 anni dalla morte degli autori, degli interpreti o dei produttori, a meno che dette persone non abbiano offerto a tutti gratuitamente i brani.

Maracas, da Wikipedia
Congas, da Wikipedia

Altro ballo latino fu il mambo, lanciato nel 1938, da Orestes e Cachao López. Dal samba degli schiavi brasiliani alcuni musicisti elaborano la bossa nova.

Una variante del Boogie-woogie fu introdotta nel 1946 da Roy Brown, con il brano Good Rockin' Tonight. Ebbe inizio così il Rock and roll, che ebbe un successo mondiale nel 1956 con il pezzo Rock Around The Clock di Bill Haley. Altra variante fu il Twist, divenuto anch'esso un ballo.

Questo genere raggiunse l'apice, con Elvis Presley che con canzoni come Jail House Rock vendette per la prima volta forse nella storia milioni di dischi in tutto il mondo!

Intanto, in Italia, nel 1951, partì la prima edizione del Festival di San Remo. Vinse Nilla Pizzi, con Grazie dei fior. Seguì negli anni una lunga lista di canzoni e cantanti… tra tutti ricordiamo Domenico Modugno, con Nel blu dipinto di blu.

I tempi però cambiarono. Molti giovani iniziarono a preferire musiche più dure, arrabbiate, con percussioni più scatenate. Gruppi come i Rolling Stones e chitarristi fenomenali come Jimi Hendrix ebbero innumerevoli fans. Fu l'epoca prima del movimento beat e poi degli Hippie, della contestazione, dei capelloni; fu la volta, perciò del rock puro, che però, in complessi come i Beatles, il più famoso di tutti i tempi, ebbe anche momenti melodici.

E' impossibile, nella nostra breve ricerca citare tutti i vari artisti e gli stili musicali. Vi fu l'hard rock, molto rumoroso e aggressivo; l''heavy metal, ancora più pesante; il punk rock, dalle sonorità molto forti. Il concerto di Woodstock del 1969 consacrò questo tipo di musica e inaugurò i concerti di massa nelle grandi piazze e negli stadi.

Il concerto di Woodstock, del 1969, da Flickr

Dalla mescolanza di rock, jazz e R&B, nacque il soul di Otis Redding e Ray Charles, il reggae giamaicano di Bob Marley e altro ancora. Fu la volta poi della musica commerciale, fatta di artisti che basavano tutto sulla loro immagine. Prevalse ad un certo punto la disco music, cioè la musica da discoteca, locale inventato già negli anni '50 da una show girl parigina di nome Regine, Questa musica era fatta da percussioni molto evidenti e usata principalmente per essere ballata. Venne lanciata in tutto il mondo dai Bee Gees e favorita da film come La febbre del sabato sera.

Figlia della disco music fu anche la musica house, che vide il successo di disc jockey (DJ) come Frankie Knuckles, Larry Levan e Nicky Siano, che con i piatti per i dischi (allora ancora di vinile) riuscivano a fare un po' di tutto, grazie alla loro fantasia.

Dalla disco music si passò poi al rap, stile musicale definito da Kool Herc, che al posto di cantare iniziò a parlare su un certo ritmo, con rime e assonanze. Questo stile musicale, figlio delle feste di strada americane e del cosiddetto movimento hip hop influenzò anche la moda. Quei pantaloni larghissimi usati ancora da molti ragazzi provengono da questo fenomeno e, in maniera particolare dai pantaloni usati dai ballerini di breakdance.

E arrivò anche la musica tecno, introdotta da artisti come John Acquaviva, Kenny Larkin, Dan Bell, con ritmi e suoni elettronici.

E poco tempo fa c'è stato il ritorno dei ritmi latini.

Oggi, perciò, si parla più che altro di pop music, che negli ultimi anni ha raggiunto il culmine in tutto il mondo con Michael Jackson .

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