Le storie della Storia

A cura degli alunni dell'Istituto Comprensivo Luigi Settino di San Pietro in Guarano (CS)


Menu sito:
Salta il menu


Orologio

Sei nella sezione: Scienze e tecnologia

Vai al sotto menu


Una volta gli orologi non si potevano ne portare né in tasca e né al polso, perché erano grandi e pesanti.

Il primo strumento per misurare il tempo fu la meridiana, usata già in Cina oltre 3.500 anni fa. Perfezionata dal greco Anassimandro, nel 500 a.C., aveva un'asta, lo gnomone, posto sopra un quadrante su cui proiettava la sua ombra, in corrispondenza di linee disposte a raggiera che indicavano le ore. C'era però un problema: la direzione delle ombre cambiava nel corso delle stagioni.

Meridiana posta sul campanile della chiesa di Sant'Andrea di San Benedetto in Guarano, immagine originale

Per conoscere l'inizio delle stagioni nel 3.200 a.C. a Stonehenge, in Inghilterra, venne costruito una specie di gigantesco calendario.

Il gigantesco calendario di Stonehenge, da Wikipedia

La più antica macchina di calcolo che è stata trovata, è la cosiddetta macchina di Anticitera, un'isola vicino a Creta, ed è dell'87 a.C. Composta da ingranaggi di rame, fu scoperta in una nave affondata e serviva, probabilmente ad antichi astronomi.

Macchina di Anticitera, da Wikipedia

Usate già dagli Egizi e fabbricate specialmente in oriente, 200 anni prima di Cristo, entrarono in uso le clessidre, ad acqua o a sabbia, che certo conoscete tutti.

Piccola clessidra a sabbia, immagine originale
Clessidra a sabbia con struttura in legno, da Wikipedia

Quello che non tutti sanno è che Ctesibio di Alessandria, nel III secolo a.C. inventò un orologio ad acqua abbastanza preciso, che venne usato fino a pochi secoli fa. Funzionava un po’ come le altre clessidre, ma era dotato di un regolatore di portata. Una valvola a galleggiante, a forma di pera, aumentava o riduceva l’afflusso dell’acqua, consentendo di mantenerne costante il livello e quindi anche la velocità con cui fuoriusciva. Se l’ingresso era eccessivo, la valvola era anche in grado di chiudere completamente l’acqua.

Orologio ad acqua, immagine originale

Per diverso tempo vennero usate anche candele e lampade ad olio graduate. Molto curiosa era una candela con chiodini infissi a distanze uguali. Per evidenziare lo scadere del tempo si raccoglievano i chiodi in un recipiente sottostante: il rumore della caduta rappresentava il richiamo per il controllo del tempo passato.

Orologio a candela, immagine originale

Nel XIV secolo nacquero degli orologi che avevano una sola lancetta attaccata ad un cilindro attorno al quale era arrotolato un filo. Al capo del filo era attaccato un peso che, facendo srotolare il filo, faceva ruotare anche il cilindro con la lancetta.

Abbiamo provato pure noi a fare così, ma il filo si è srotolato subito! Per evitare che ciò succedesse, venne allora inventato un meccanismo ad ingranaggi chiamato scappamento, che consentiva al peso di scendere lentamente a scatti, producendo un caratteristico ticchettio. Fu sicuramente una grande invenzione, ma pochi sanno che c'è.

Orologio significa strumento per dire che ora è. All'inizio però li chiamavano svegliatori, perché erano collegati a campane e campanelli che suonavano la mattina a una certa ora. Vennero usati presto nei conventi e nei campanili di molte chiese.

Un giorno Galileo Galilei si accorse che le oscillazioni di un pendolo sono sempre regolari. Si accorse pure che accorciandolo o allungandolo si poteva aumentarne o diminuirne la velocità. Fu così che, nel 1657, Christiaan Huygens inventò il primo orologio a pendolo, con uno scappamento che chiamò a corona.

Orologio a pendolo, da Wikipedia
Scappamento a corona, da Wikipedia

Qualche anno dopo Robert Hooke, William Clement e Thomas Mudge introdussero un meccanismo detto ad ancora, perfezionato successivamente da George Graham. Questa evoluzione consentì di costruire sistemi più piccoli. Un altro sistema fu quello a cavalletta, proposto da John Harrison .

Scappamento ad ancora, da Wikipedia

Pian piano comparvero gli orologi con tutte le lancette che ancora oggi conosciamocon e, quelli più costosi vennero dotati di rubini, che riducevano l'usura dei perni. Famosi divennero gli orologi a cucù, costruiti per la prima volta in Germania.

Orologio a cucù, da Flickr

Questi orologi però non si potevano portare in giro. Per fortuna Huygens inventò un dispositivo con una molla a spirale che poteva essere caricata e con un braccio oscillante detto bilanciere. Tale dispositivo fece nascere i primi orologi da polso e da taschino, grazie anche allo scappamento a toubillon inventato da Abraham-Louis Breguet.

Scappamento a tourbillon, da Wikipedia
Orologio da taschino, da Flickr

Con l'arrivo dell'elettricità comparvero sistemi diversi, basati su fotocellule ed elettromagneti.

Nel 1928 venne inventato un orologio a batteria che sfruttava le vibrazioni dei cristalli di quarzo. Però fino a quando qualcuno non imparò a costruire batterie molto piccole nessuno poteva portarlo al polso.

Nel 1971 comparvero anche gli orologi digitali. Le ore venivano direttamente lette su un display e i numeri erano composti da elementi detti LED, che emettevano una luce rossa o verde. Oggi i display sono invece costruiti a cristalli liquidi.

Display a led rossi, immagine originale
Orologio a cristalli liquidi, immagine originale

Le funzioni o, come viene detto in orologeria, le complicazioni degli orologi moderni sono in contino aumento.
Gli orologi più precisi sono quelli atomici, basati sulle oscillazioni degli atomi di alcuni elementi.

Creative Commons License
Salvo dove diversamente indicato il prodotto è rilasciato sotto Licenza Creative Commons by 2.5.


Lasciare il mouse sulle immagini per informazioni, cliccare per conoscerne la fonte e il tipo di licenza - Alt + lettera o numero del menu + invio per accedere alle pagine da tastiera - Prodotto realizzato con Incomedia Website x5 Accessibile - Ultimo aggiornamento: febbraio 2010. | icspguarano@virgilio.it

Torna ai contenuti | Torna al menu