Le storie della Storia

A cura degli alunni dell'Istituto Comprensivo Luigi Settino di San Pietro in Guarano (CS)


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Pitagora

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Busto di Pitagora, da Wikipedia

Pitagora nacque il 570 a. C. a Samo, un isoletta della Grecia bagnata dal Mare Egeo.

A quei tempi non esisteva la scuola pubblica, ma per fortuna, dato che egli era figlio di un ricco incisore, si poté permettere i migliori insegnanti. Fece il commerciante e viaggiò tantissimo, imparando la lingua e la scienza degli Egizi, degli Indiani e dei Babilonesi.

Egli era per una vita sobria. Predicava la libertà, l'uguaglianza e il rispetto. Un giorno se ne andò a Crotone perché non sopportava le ingiustizie del Tiranno dell’isola. Venne ad abitare a Crotone dove fondò un’associazione che si occupava di cultura, di politica e di religione. L’associazione col tempo si fece molti nemici, un po’ per invidia; molti discepoli vennero uccisi, ma egli riuscì a fuggire a Metaponto.

Pitagora e i suoi discepoli avevano delle strane regole, come per esempio non mangiare fave.

Secondo lui dopo la morte l’anima si reincarnava in un altro essere vivente, questo fino a quando non si liberava totalmente attraverso la conoscenza.

I corpi celesti, secondo Pitagora, emettendo vibrazioni e producono una musica divina. La cosa strana è che oggi, con moderni strumenti è stato accertato che ciò è vero! Stelle e pianeti infatti, emettono radiazioni nucleari e onde radio!

A quei tempi tutti pensavano che il nostro pianeta avesse una superficie piatta. Secondo lui, invece, aveva la forma di una sfera rotante e con gli altri pianeti ruotava attorno a un “fuoco centrale”. I fatti, anche stavolta, gli diedero ragione!

Per Pitagora tutto ciò che esiste è espresso da numeri, come per esempio colori, suoni, ecc… ed effettivamente…

Si interessò molto dei numeri primi, cioè di quelli che si dividono solo per 1 e per se stessi, ma non hanno altri divisori interi: 1, 3, 5, 7, 11, 13, 17, ecc, necessari per eseguire i calcoli complessi. Distinse ancora i numeri in pari e dispari, questi ultimi detti gnomonica, perché ottenuti per mezzo dello gnomone, una striscia ad angolo retto contenente dei pallini disposti in modo da riempire un quadrato.

Il 3 lo considerava il numero perfetto. Il 10 numero “perfettissimo”, fondamento e modello di tutte le cose.

Proprio per questo egli preferì a tutti il sistema di numerazione a base 10 o decimale, introdotto in Europa dagli Arabi, che lo appresero dagli Indiani.

Il grande studioso divenne però famoso, anche fra i bambini, per aver introdotto la cosiddetta Tavola o Mensa pitagorica, che permette ancora oggi di eseguire velocemente moltiplicazioni e divisioni.

Pitagora è ricordato anche per aver perfezionato e diffuso quello che oggi è conosciuto come Teorema di Pitagora, che gli antichi Egizi, i Babilonesi e i Cinesi, avevano già intuito. Essi infatti lo applicavano per misurare il terreno e per squadrare i grossi blocchi di pietra utilizzati per le piramidi e per altri grandiosi edifici.


Il teorema dice che:

In un triangolo rettangolo, il quadrato costruito sull’ipotenusa ha una superficie uguale alla somma dei quadrati costruiti sui due cateti.

Illustrazione del Teorema di Pitagora, immagine originale

In questo caso:

Q1=Q2+Q3

Cioè:

25=16+9.

Se ne deduce che per costruire un angolo retto o a squadro, necessario per fare le linee di un campo da gioco o costruire edifici, mobili e oggetti di ogni tipo, basta costruire un triangolo con i lati che misurino 3, 4 e 5. Per fare ciò, al tempo degli Egizi, ma probabilmente anche in seguito, si tendeva una corda con 12 nodi posti alla stessa distanza l’uno dall’altro.

Corda con nodi - sistema usato dagli Egizi per tracciare l'angolo retto, immagine originale

Attraverso il teorema vennero scoperte altre “terne” di numeri, molto utili per misurare grandi distanze. Con i progressi della tecnica furono costruite squadre, squadrette e apparecchiature di ogni tipo che ci evitano oggi la fatica di annodare corde e funi. Tali strumenti sono comunque sempre basati su questa grandissima conquista del pensiero umano di cui Pitagora fu uno dei principale artefici!


Pitagorà morì nel 497 a.C. Anche se non è rimasto nulla dei suoi scritti, molti in seguito scrissero di lui.

Squadra 30°-60°, da Commons Wikimedia
Squadra a 45°, da Commons Wikimedia
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