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Fino all'anno scolastico 2005-06 la scuola ha avuto un primo impatto con l'uso sistematico e a regime delle nuove tecnologie, per cui la preoccupazione principale dei docenti è stata quella di portare a compimento una prima alfabetizzazione informatica degli alunni e di organizzare piani operativi funzionali, che lasciassero intravedere i diversi scenari operativi.
Dallo scorso anno la situazione è diversa. Gli alunni delle prime classi della scuola primaria, ovviamente, sono stati avviati, attraverso il gioco, alla conoscenza e all'uso delle macchine, ma già gli alunni delle classi II e, in maniera più appropriata ed approfondita, quelli delle classi III, IV e V riescono ormai ad eseguire tutte le procedure di base (accensione e spegnimento del PC, operazioni con cartelle e file) e ad elaborare semplici documenti con le principali applicazioni.
Si è prospettato, perciò, un secondo ciclo operativo, orientato maggiormente alla produzione, avendo, come obiettivo finale, quello di realizzare, trasversalmente alle discipline ed in maniera collaborativa (lavoro di gruppo), delle presentazioni multimediali o degli ipertesti o, meglio ancora, degli ipermedia. Questo era stato anche un desiderio manifestato da molti verso la fine dell'anno scolastico, per cui erano state già avviate esperienze in questo senso.
Traendo spunto da questo fenomeno e sfruttando le possibilità offerte dalle nuove tecnologie, si è ipotizzato un nuovo percorso operativo-apprenditivo.
Questo percorso ha assunto l'aspetto di un viaggio virtuale nel tempo, in ogni modo profondamente culturale, che ha consentito ad ognuno di collegare, spesso sorprendentemente, idee, attraverso un lavoro preventivo di ricerca e di progettazione, e attraverso la costruzione, questa volta anche reale, di un prodotto originale (ipemedia), trasferibile nei diversi contesti e anche in rete.
La realizzazione del prodotto e la sua visibilità su internet hanno innescato fattori motivazionali non indifferenti che sarebbe veramente un peccato interrompere.
La naturale soddisfazione che si genera dall'"effetto vetrina" è passata presto in secondo piano; prima di tutto perchè il prodotto non è una vetrina ma un vero lavoro di ricerca; in secondo luogo perchè sono affiorate man mano capacità latenti la cui attivazione fa di uno studente uno studente maturo, tenendo presente, ovviamente le possibilità proprie dell'età.
C'è un lungo elenco di aspetti, di processi, di potenzialità, di attività e di elementi che sono risultati enormemente potenziati: attenzione, concentrazione, interesse, riflessione, formulazione di ipotesi, ricerca di elementi, sperimentazioni, prove, confronti, conclusioni, sostenegno di tesi, argomentazioni, organizzazione del lavoro, impegno, resistenza allo sforzo, rispetto delle regole del dibattito, responsabilità di fronte al pubblico dei lettori, rispetto delle regole in genere, ordine, criticità, oculatezza delle scelte, manualità, fantasia, creatività, produttività, generosità, coinvolgimento delle famiglie, coinvolgimento del territorio, interazione con studenti che hanno lasciato la scuola media, correttezza ortografica e sintattica, ricchezza espressiva, entusiasmo, partecipazione, senso di appartenenza, curiosità, gusto della scoperta, gusto per l'esplorazione, rispetto reciproco, collaborazione, presenza di valori morali, eccetera e ancora eccetera.
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