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La Terra è un pianeta meraviglioso, il "pianeta blu". E' un pianeta che vive, un sitema complesso che non ha pari, almeno nel Sistema solare. Comparve circa 5 miliardi di anni fa. In quel tempo era un pianeta di lava, che pian piano si raffreddò in superficie, formando la crosta terrestre.
Dai vulcani intanto uscì vapore acqueo e vennero fuori pure dei gas, come l'anidride carbonica, che formarono la prima atmosfera.
Il vapore incontrò aria fredda e si condensò in piccole goccioline che formarono le nuvole. Pian piano le goccioline si ingrossarono e divennero pioggia, neve e ghiacciai. Nacquero allora i fiumi che disciolsero molte rocce e trasportarono nelle valli molti minerali. Si formò allora un immenso oceano salato. E il sale è ancora lì, perchè non evapora. In un litro di acqua di mare ce ne sono 35 milligrammi, e non aumenta, tranne che in poche zone del pianeta, dove il mare è chiuso, come ad esempio, oggi, il Mar Morto.
Ma come mai dopo milioni e milioni di anni la percentuale di sale è rimasta la stessa? Bene, dovete sapere che, con precisione, nessuno lo sa, ma è probabile che in bracci di mare isolati, dove non sfociano grossi fiumi e l'evaporazione è elevata, esistano zone di alta concentrazione di sale che tende perciò a cristallizzarsi e a venire sotterrato dai detriti. È probabile, poi, che i sali vengano fissati da vari organismi e si depositino quando questi organismi muoiono e calano nei fondali. Le barriere coralline, costituite da carbonato di calcio, potrebbero avere anche un ruolo molto importante.
E meno male che già allora il sale non aumentò, altrimenti non saremmo mai nati.
Per la verità, però, nelle zone attorno alle piattaforme polari la salinità prese ad aumentare, a causa della formazione della banchisa e della forte evaporazione. Ciò fece diventare l'acqua più pesante, che così sprofondò e cominciò ad essere rimpiazzata dalle acque superficiali provenienti dalle zone tropicali. Questo fenomeno innescò le correnti oceaniche che influenzano ancora oggi il clima di tutto il pianeta, rendendolo più mite. Questo fenomeno di grosse proporzioni si chiama circolazione termoalina.
Nell'immagine seguente potete osservare come avviene attualmente. Le freccia più scura indica il movimento delle grandi masse d'acqua lungo i fondali oceanici; quella chiara le correnti superficiali. Quella che in parte interessa anche l'Italia, si chiama corrente del golfo, perchè parte dal Golfo del Messico e giunge a lambire le coste europee.
Fu proprio in quell'oceano primordiale che più di tre miliardi di anni fa, nacquero i primi esseri viventi, formati da una sola cellula, detti anche protozoi. Se la concentrazione di sale fosse stata anche di poco superiore, la storia della Terra sarebbe stata diversa.
Ma la cosa che fa scervellare di più gli scienziati è capire proprio come siano nati questi primi esseri viventi.
Si è accertato, attraverso esperimenti (famoso è quello di Miller-Urey), che, in particolari condizioni ambientali, si possono formare alcune sostanze proprie degli esseri viventi, come gli amminoacidi. Ma la vita è ancora un mistero e forse lo rimarrà per sempre, almeno dal punto di vista della scienza. Anche i virus rimangono un mistero: a volte si moltiplicano come esseri viventi, altre volte diventano come dei cristalli.
Nonostante i grandi sconvolgimenti che ha dovuto subire il nostro pianeta, nel corso di tutti questi anni, e nonostante le innumerevoli estinzioni naturali di specie, la vita, complessivamente intesa, non è mai scomparsa.
Esiste "qualcosa" che fa in modo che nuove specie di esseri viventi riescano ad adattarsi alle nuove situazioni e che gli ambienti stessi ne risultino trasformati in maniera tale che la vita sia possibile in forme sempre più evolute. Per far ciò questo qualcosa deve essere in qualche modo intelligente e deve possedere una volontà.
Ritornando ai primi piccolissimi esseri, c'è da dire che essi erano già in grado di fabbricarsi da soli un cibo molto energetico. Si trattava di uno zucchero, il glucosio, che si formava grazie al sole, all'anidride carbonica e all'acqua. Questo processo, chiamato fotosintesi, continua ancora oggi nelle foglie delle piante, e fu grazie ad esso che comparve l'ossigeno.
Anche se molto più complesso, lo schema che abbiamo elaborato più avanti può dare un' idea.
Prima però dovete sapere che tutto l'universo è fatto da atomi di diversi elementi che si ricombinano in innumerevoli sostanze. Nello schema troverete:
l'ossigeno (O), che è come se avesse due braccia;
l'idrogeno(H), con un solo braccio;
il carbonio (C), con quattro braccia.
Quando due atomi di ossigeno si combinano col carbonio abbiamo l'anidride carbonica (CO2).
Quando due atomi di idrogeno si combinano con un atomo di ossigeno abbiamo l'acqua (H2O).
Quando due atomi di ossigeno si legano tra di loro abbiamo l'ossigeno libero dell'atmosfera (O2).
Ma le possibilità sono diverse, così grazie alla forza del sole e alla sostanza verde delle foglie che si chiama clorofilla, avviene una cosiddetta reazione chimica, che produce gran parte di quello di cui abbiamo bisogno per vivere: glucosio e aria da respirare! Osservate bene:

In tempi remoti parte dell'ossigeno si trasformò in ozono e andò a finire nelle zone alte dell'atmosfera, formando come uno schermo che ancora oggi ci protegge dai raggi ultravioletti del sole (però guai ad andare in spiaggia sotto il sole alle tre del pomeriggio!).
Il troppo ossigeno rimasto era però un veleno ed era facilmente infiammabile, così la Natura, non si sa come, fece in modo che altri esseri lo potessero in parte consumare e utilizzare con la respirazione. Erano gli animali (anche le piante però respirano). L'ossigeno, infatti, serviva a bruciare, anche se senza fiamma, alcune sostanze che anche noi oggi mangiamo, trasformandole in energia. Fu così che l'ossigeno in eccesso venne eliminato.
Gli animali non erano in grado di effettuare la fotosintesi, nacquero così le catene alimentari di produttori, consumatori e decompositori.
Nacquero collaborazioni fra gli esseri viventi. Il caso della simbiosi del paguro e dell'attinia, che a quei tempi però ancora non esistevano, è un esempio fra i più sorprendenti.
Il paguro è un crostaceo che per proteggersi si infila in una conchiglia alla quale fa aggrappare un'attinia, che lo difende con i suoi tentacoli, mentre egli la porta a spasso per il mare in cerca di cibo.
Quello che non si sa è però come questi rapporti abbiano potuto avere origine, considerato che già il paguro e l'attinia non hanno un livello di intelligenza tale da far concepire loro la necessità di collaborare.
Importanti per gli ecosistemi, poiché limitaronono l'accrescimento delle popolazioni, furono altresì il parassitismo, il territorialismo e la predazione, che esistono tuttora. Parassiti divennero i virus, i batteri, i funghi. Per altri esseri viventi divenne invece naturale difendere il loro territorio e andare a caccia di animali.
Si innescarono intanto anche altri processi e si stabilì un perfetto equilibrio ecologico.
Tali processi presentano ancora molti punti oscuri, e alcuni aspetti degli stessi non sono conosciuti da tutti. In genere divennero ripetitivi, perché dovevano conservare la vita sulla Terra.
Prese avvio, ad esempio, il ciclo dell'acqua, oggi il più famoso. Successe che, attraverso continui fenomeni di evaporazione, condensazione e precipitazione, l'acqua riuscì a giungere, grazie al vento, dappertutto, tranne che nei deserti.

Il ciclo del carbonio divenne altrettanto fondamentale. Esso, quale elemento fondamentale della materia organica, venne prelevato dalle piante attraverso la fotosintesi e restituito all'ambiente attraverso la respirazione di piante ed animali, la decomposizione batterica e la combustione.
L'ossigeno iniziò ad avere pure un suo ciclo. Fonti principali divennero la fotosintesi e la scissione delle molecole d'acqua ad opera dei raggi ultravioletti del sole.
Il metano acquisì un ciclo che ancora oggi risulta abbastanza misterioso. Cominciò ad essere prodotto principalmente da fermentazioni batteriche nei fanghi di paludi, di acquitrini, di fondali marini e di foci di fiumi, dove giungevano resti di animali e vegetali. Durante le sua salita nell'atmosfera esso prese ad ossidarsi, impedendo all'ossigeno presente nell'aria di aumentare. Se ciò non fosse avvenuto quotidianamente, la concentrazione dell'ossigeno atmosferico avrebbe superato la soglia del 21%, cosicché l'accensione di un semplice fiammifero avrebbe causato la combustione di tutta l'atmofera!
Altri cicli sono ancora più sconosciuti e misteriosi.
Alcuni animali marini intanto subirono delle metamorfosi: lasciarono l'acqua per andare a vivere sulla terra ferma. Riuscivano a fare questo grazie ai polmoni. Per quando possa sembrare strano, ancora oggi esistono animali che da piccoli vivono in acqua e da grandi vanno a vivere sulla terra. Come per esempio la rana.
Un miliardo di anni fa esisteva un solo continente, la Rodinia, che si suddivise in varie parti. Queste parti poi si ricomposero e così formarono un altro continente chiamato Pangea. L'unico grande oceano si chiamava Panthalassa.
Ci fu poi un periodo in cui la vita rischiò di scomparire a causa di una enorme glaciazione. Anche il grande continente si frantumò un'altra volta e si formarono i continenti: Europa, Asia, America, Africa, Oceania e Antartide. Questo fenomeno si chiama "la deriva dei continenti".
Quando le cose si calmarono comparvero moltissime specie di piante e di animali, compresi i dinosauri. Ma 65 milioni di anni fa i dinosauri si estinsero per via di un asteroide che cadde nello Yucatan e che sollevò immense nubi di polvere che oscurarono il sole per tanto tempo.
Al posto dei dinosauri comparvero animali più piccoli. 200.000 anni fa comparvero, forse in Africa, i primi uomini, dall'aspetto scimmiesco. La nostra specie è oggi quella degli homo sapiens.
Ci furono altre glaciazioni ma gli uomini sopravvissero e progredirono grazie alla loro intelligenza e alla loro capacità di aiutarsi l'uno con l'altro, fatto, questo, che molti oggi sembrano aver dimenticato.
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